Verranno affrontate le insidiose e ingannevoli analogie che legano il concetto di «identità» a sfere complesse come la politica, la religione, il genere e la cultura artistica. Indagheremo come queste sfere modellino e, talvolta, manipolino il nostro senso del sé, creando narrazioni che possono definire o imprigionare l’individuo. Un’occasione per decostruire luoghi comuni e per cogliere le sottili differenze che rendono ogni identità unica, al di là di ogni categorizzazione.
Moderatrice

Enrica Cefaratti
Nata a Torino il 13/03/1964. Laureata in Filosofia presso l’Università Federico II di Napoli.
Caposervizio presso il quotidiano «Il Tempo» fino al 2000. È stata membro della Commissione Esami Consiglio Nazionale Ordine dei giornalisti. Attualmente caposervizio Rai Tgr Molise. Docente a contratto presso Unimol – Scienze della comunicazione – Laboratorio di scrittura giornalistica. Consigliera nazionale Ucsi (Unione Cattolica Stampa Italiana). Consigliera Innerwheel club Campobasso. Tutor Rai Molise per i Progetti scuola.
Interventi

Lorenzo Canova (Roma 1967) professore associato di storia dell’arte contemporanea all’Università degli studi del Molise dove presiede il corso di laurea magistrale di letteratura e storia dell’arte. Ha pubblicato studi sull’arte del Cinquecento romano, del Novecento e delle ultime generazioni. Ha curato mostre in musei italiani e internazionali; è direttore dell’ARATRO – Archivio delle Arti Elettroniche — Museo Laboratorio per l’Arte Contemporanea, Università degli Studi del Molise, Campobasso. È componente del consiglio scientifico e del board della Fondazione Giorgio e Isa de Chirico.
Intervento
Le identità sfuggenti dell’arte contemporanea

Storica, ha insegnato storia moderna all’Università “La Sapienza” di Roma. Si è occupata principalmente di storia sociale e culturale della prima età moderna, di storia dell’Inquisizione, di storia degli ebrei. Tra i suoi libri: Ebrei in Europa dalla Peste Nera all’Emancipazione (Laterza 1992), Giordano Bruno (Il Mulino 1998), Eretici (Il Mulino 2004), Diaspora (Laterza 2009), Portico d’Ottavia 13 (Laterza 2013), Andar per ghetti e giudecche (Il Mulino 2014), La famiglia F. (Laterza 2018), Andar per luoghi di confino (Il Mulino 2018), Anime Nere (con Lucetta Scaraffia) (Marsilio 2021), Ebrei in Italia (Laterza 2022), Le vie degli ebrei (Il Mulino 2024), Il suicidio di Israele (Laterza 2024). Ha pubblicato per Laterza, insieme ad Anna Bravo e Lucetta Scaraffia, un manuale di storia per le scuole superiori, I nuovi fili della memoria. Uomini e donne nella storia.
Intervento
Essere ebrei oggi
Essere ebrei oggi in tempo di massacri, di politica genocidaria dello Stato di Israele, di sconvolgimenti epocali del Medio Oriente, di crisi profonda della democrazia israeliana, è difficile. Ancora più difficile è vivere mentre cresce, accanto alla legittima reazione del mondo a simili orrori, l’antisemitismo, infine sdoganato, e mentre la politica di Israele, nonostante la forte reazione di un’ampia fetta degli israeliani, mette in cristi tutto quanto era stato edificato dopo la Shoah in termini di diritto internazionale, di rifiuto del razzismo, di memoria stessa della Shoah. Percorrere questa via stretta non vuol dire solo combattere stermini e genocidi compiuti in nome degli ebrei, ma anche tentare di salvare, fra gli opposti estremismi di Netanyahu e di Hamas, l’esistenza stessa di Israele e ancor più la sua anima.

Laureato in Filosofia, è scrittore, autore e voce della rock band, ‘A67. Diversi i premi ricevuti: Siae (2004), Amnesty (2006), Premio Paolo Borsellino (2014), Premio Restart (2020) e il Premio Tenco (2022). Ha collaborato con diversi artisti: Edoardo Bennato, Mauro Pagani, Frankie hi nrg mc, Caparezza, James Senese, Roberto Saviano, Giancarlo de Cataldo, Valeria Parrella. Nel 2011, ha condiviso il palco dell’Alcatraz Festival con Dario Fo. Nel 2012, è ospite di Pino Daniele per “Tutta n’ata storia tour” mentre nel 2017, è invitato al concerto dei 60 anni di Nino D’Angelo. Ha scritto per «Il Fatto Quotidiano», «La Repubblica XL», «Style», «Il Mattino», «Donna Moderna», «Corriere del Mezzogiorno», «Tgcom24» e «Repubblica.it». Come autore ha scritto e condotto il programma, Brain Food, per «Fanpage.it» e ha collaborato a diversi format di LOFT. Nel 2014 esce il suo primo libro, Camorra Sound (Magenes), tradotto in francese. Nel 2017 esce, Pino Daniele Terra Mia (Minimum fax). Nel 2022 interpreta se stesso ne, La divina cometa, il nuovo film di Mimmo Paladino. Nel 2023 esce il romanzo, Madre Dolore. La prima inchiesta di Mirco Del Gaudio (Les Flâneurs Edizioni). A fine anno uscirà il nuovo romanzo per La nave di Teseo.
Intervento
‘A camorra song’ io
‘A camorra song’ io (Polosud, 2005), è il primo album della rock band di Scampia, ‘A67. Un album uscito esattamente venti anni fa nel bel mezzo della prima faida di Scampia, raccontando uno dei momenti più drammatici del nostro paese. Un disco che nasce da un contesto capace di condizionare e formare comportamenti e coscienze, creando una sovrastruttura figlia di una determinata economia criminale. È quello che Martin Heidegger in, “Essere e Tempo”, definiva “Esserci” (Dasein). L’uomo gettato nel mondo, l’unico ente capace di interrogarsi sul proprio essere, è condizionato dal tempo e dallo spazio in cui si trova a nascere e a crescere senza una scelta o una causa che lo preceda: ‘A camorra song’ io. Ma l’uomo è “condannato” a essere libero, diceva Sartre, quindi da quella non scelta bisognerà che ogni essere umano scelga da che parte stare e come vivere la propria esistenza.

Storico, critico e conoscitore d’arte tra più autorevoli e noti in Italia. È stato Soprintendente ai Beni Artistici e Storici di Roma e del Lazio dal 1991 al 2001, quindi Soprintendente speciale del Polo Museale Romano dal 2001 al 2009, poi Dirigente Generale dal 2009 al 2013, al servizio del Ministero per i beni culturali e ambientali nell’ambito museale, della conservazione, della ricerca e della promozione. Dal 2015 ha costituito, insieme a suo figlio, Federico Strinati, la società Dialogues. Raccontare l’arte, con cui svolge attività legate alla conoscenza e alla divulgazione dell’arte. Dal 2021 è Segretario dell’Accademia di San Luca. Ha curato numerose mostre in Italia e all’estero. Tra le più importanti si segnalano Sebastiano del Piombo (Roma e Berlino, 2008); Caravaggio (Scuderie del Quirinale, 2010); la serie di mostre organizzate a Parigi tra il 2000 e il 2010 al Palais du Luxembourg. Collabora con il quotidiano «La Repubblica». Conta moltissime pubblicazioni scientifiche, tradotte in francese e in inglese. Tra i suoi libri più recenti si ricordano: Il mestiere dell’artista (Sellerio, 2014), con cui ha vinto il Premio Capalbio; Il giardino dell’arte (Salani, 2020); Caravaggio e Vermeer (Einaudi 2022), con cui ha vinto il premio Pisa; Breve storia dell’arte (Salani, 2023). Per RAI 5 ha ideato e realizzato due cicli di trasmissioni, ciascuna di dieci puntate, Divini Devoti nel 2014-2015, con la regia di Gianfranco Giagni, e Strinarte nel 2015-2016, con la regia di Enzo Sferra. Ha collaborato con SkyArte nell’ ambito di alcuni film-documentari, come Le basiliche papali e Caravaggio – L’anima e il sangue (2018).
Intervento
Intendo discutere uno dei più radicati luoghi comuni inerenti alla storia della cultura artistica. Si dice sovente, infatti, che il patrimonio artistico nazionale costituisca in sé proprio quel fattore identitario in cui tutti possono riconoscersi, identificando quindi matrici comuni dell’essere e del pensare, dell’agire e del comportamento. Tuttavia, letto in un simile ottica, il concetto dell’identità diventa facilmente ambiguo e sfuggente. Come può essere effettivamente individuato e descritto? Esiste veramente un fattore identitario depositato nella coscienza che ognuno di noi ha del patrimonio artistico e ambientale che ci circonda. La risposta è intuitiva. Sì, certamente, ma con numerosi “distinguo” che, se non riconosciuti, possono inficiare del tutto tale principio.

Alfonso Tornitore è architetto e storico dell’arte specializzato nei temi della museologia contemporanea. Lavora a Roma per il Ministero della Cultura in un’importante Istituzione museale, presso la quale riveste il ruolo di Responsabile delle turnazioni con specifico incarico inerente alla comunicazione grafica. Nel 2024 ha pubblicato per i tipi della Gangemi Editore Esporre l’abitare. Museologia lungo il confine dello spazio altro, ha curato inoltre i laboratori didattici all’interno della mostra Futurismi contemporanei e ha partecipato alla prima edizione del Festival della Filosofia di Campobasso, con un intervento dedicato alle possibili interazioni tra opere d’arte e intelligenza artificiale. Nello stesso anno ha preso parte alla giornata di studi Arte e cultura. Può esistere l’una senza l’altra? a conclusione della Biennale del Gattopardo, per la quale è in corso di pubblicazione il saggio Stratigrafie. Indicazioni sul legame arte-cultura”.
Intervento
L’invisibile altro. Disabilità nascoste che parlano a fil di voce
L’identità è uno scrigno che riluce di gemme preziose, ognuna con il proprio tono, valore e differente purezza. L’insieme screziato di questo tesoro molte volte è ignoto allo stesso possidente, in quanto capita di non essere pienamente consapevoli del proprio sentire e volere. La coabitazione tra le eterogenee ricchezze può generare inoltre confusione, sovrastima o il suo contrario, oppure una sorta di maledizione, per via del frastuono di forze avverse e contrastanti. L’identità oggigiorno si condivide con fierezza come fosse un bottino da esibire al mondo, ma talvolta quello che ci riguarda, che guarda dentro il nostro essere più e più volte, si cela agli altri e un po’ anche a noi stessi, perché non è territorio di conquista, ma di perdita e buia sfiducia. Nel caso delle persone con disabilità, le variopinte caratteristiche identitarie troppe volte sono poi oscurate da complesse condizioni psicofisiche. Accade sovente, anche quando queste non si vedono e poco si percepiscono all’esterno.

